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Dettaglio Prestazione: Assegno ordinario d’integrazione o sostituzione del reddito per dipendenti di aziende iscritte ai fondi di solidarietà #adessonews

I fondi di solidarietà, disciplinati dagli articoli 26 e seguenti, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, mettono a disposizione strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa dei lavoratori dipendenti di aziende che appartengono a settori non regolati dalla normativa in materia di integrazione salariale. 

L’assegno ordinario è la prestazione principale erogata dai predetti fondi e consiste in un’integrazione salariale almeno pari alla cassa integrazione guadagni .

L’assegno ordinario, originariamente regolato dall’articolo 3, comma 31, legge 28 giugno 2012, n. 92, è ora disciplinato dall’articolo 30, comma 1, decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 che ha contestualmente previsto l’abrogazione della previgente disciplina.

La prestazione è rivolta ai lavoratori dipendenti, esclusi i dirigenti se non specificato diversamente, di aziende che hanno di regola più di cinque dipendenti, nell’ambito di processi di ristrutturazione, di situazioni di crisi, di importante riorganizzazione aziendale, di riduzione e di trasformazione di attività o di lavoro, per le cause previste dalla legge sull’integrazione salariale ordinaria e straordinaria e se previsto anche in concorso con gli appositi strumenti di sostegno previsti dalla legislazione vigente.

Durata

Dal 24 settembre 2015, l’assegno ordinario prevede una copertura temporale diversa a seconda della causale invocata. La seguente tabella riassume la durata massima di copertura per ogni singola causale:

DURATA MASSIMA DI COPERTURA DELLE SINGOLE CAUSALI

Tipo causale Durata Riferimento d.lgs n. 148/2015
Eventi transitori e non imputabili 13 settimane fino a un massimo di 52 nel biennio mobile Articolo 11
Situazioni temporanee di mercato mobile 13 settimane fino a un massimo di 52 nel biennio Articolo 11
Riorganizzazione aziendale 24 mesi in un quinquennio mobile Articolo 22
Crisi aziendale 12 mesi. Un nuova istanza può essere concessa non prima che sia decorso un periodo pari a due terzi di quello relativo alla precedente autorizzazione Articolo 22
Riorganizzazione aziendale 24 mesi in un quinquennio mobile Articolo 22
Contratto solidarietà 24 + 12 mesi in un quinquennio mobile Articolo 22

I limiti di durata previsti dall’articolo 30, comma 1, d.lgs. 148/2015 devono essere intesi come limiti entro i quali i decreti possono stabilire la durata dell’intervento prevista per i singoli fondi, pertanto, gli stessi possono prevedere durate diverse purché non inferiori a 13 settimane e non superiori alle durate previste dagli articoli 12 e 22 dello stesso decreto.

Quanto spetta

La misura del beneficio è pari almeno all’80% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali che sarebbe spettata al lavoratore per le ore non lavorate, con applicazione dei massimali della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO). I decreti istitutivi dei singoli fondi possono prevedere importi maggiori.

L’assegno viene ridotto in caso di concorso di strumenti di sostegno al reddito, di pari misura, previsti dalla legislazione vigente sulla cassa integrazione guadagni per l’industria.

Per il 2020 la misura massima erogabile della prestazione è pari a 998,18 euro per retribuzioni uguali o inferiori a 2.159,48 euro e a 1.199,72 euro per retribuzioni superiori a 2.159,48 euro (circolare INPS 10 febbraio 2020, n. 20). Per alcuni fondi è applicabile la riduzione del 5,84% per gli apprendisti, prevista dall’articolo 26, legge 28 febbraio 1986, n. 41 . In questo caso l’importo della riduzione rimane nella disponibilità del fondo.

Per il periodo di erogazione dell’assegno viene versata la contribuzione correlata alla gestione pensionistica a cui è iscritto il beneficiario.

Per l’assegno ordinario sono dovuti al fondo: un contributo ordinario che varia tra lo 0,20% e lo 0,50% a seconda del fondo (di cui due terzi sono a carico del datore di lavoro e un terzo a carico dei lavoratori), calcolato sulla retribuzione imponibile ai fini previdenziali di tutti i lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato, esclusi o inclusi i dirigenti a seconda del fondo, in maniera tale da garantire la precostituzione di risorse continuative adeguate, da verificare anche sulla base dei bilanci di previsione. Eventuali variazioni della misura sono ripartite tra datore di lavoro e lavoratore secondo gli stessi criteri di ripartizione; un contributo addizionale a carico del datore di lavoro in misura non inferiore all’1,5%, calcolato sulle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali e applicato alle retribuzioni perse dai dipendenti che fruiscono delle prestazioni di assegno ordinario.

Una volta deliberato il finanziamento da parte del Comitato amministratore del fondo, la sede INPS rilascia la relativa autorizzazione di pagamento che è necessaria per l’erogazione del trattamento economico ai lavoratori interessati. La delibera viene successivamente comunicata all’azienda e sarà resa disponibile all’interno del cassetto bidirezionale.

Per il fondo di integrazione salariale, i trattamenti di integrazione salariale sono autorizzati dalle strutture territoriali dell’INPS.

La prestazione è autorizzata con pagamento a conguaglio da parte del datore di lavoro, a partire dal mese successivo a quello in cui è intervenuta l’autorizzazione. I datori di lavoro, per la comunicazione dei dati necessari al recupero delle somme anticipate nel pagamento a conguaglio, potranno avvalersi del flusso UNIEMENS , secondo quanto illustrato con la circolare INPS 15 novembre 2018 n.170.

Il pagamento diretto della prestazione può essere autorizzato esclusivamente nel caso di serie e documentate difficoltà finanziarie dell’impresa, comprovate dalla presentazione, alla competente struttura territoriale INPS, della documentazione di cui all’allegato 2, circolare INPS 2 dicembre 2015, n. 197

La contribuzione correlata è calcolata sulla base della retribuzione imponibile ai fini previdenziali ed è utile per il conseguimento del diritto a pensione, compresa quella anticipata, e per la determinazione della sua misura.

Il calcolo si effettua sulla base dell’aliquota di finanziamento vigente nella gestione assicurativa obbligatoria del lavoratore beneficiario.

All’assegno ordinario si applica, in quanto compatibile, la normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie. La prestazione potrà essere erogata al lavoratore beneficiario, a condizione che non svolga alcuna attività lavorativa in favore di soggetti terzi durante il periodo di riduzione o sospensione. Il lavoratore che svolge attività di lavoro autonomo o subordinato durante il periodo d’integrazione salariale non ha diritto al trattamento per le giornate in cui ha svolto tale attività lavorativa.

Per un maggior approfondimento delle casistiche che comportano incumulabilità parziale si rimanda alla circolare INPS 4 ottobre 2010, n. 130.

In caso di lavoro autonomo deve essere effettuata la comunicazione preventiva d’inizio dello stesso alla sede INPS di competenza.

Requisiti

L’accesso agli interventi ordinari e straordinari è subordinato all’espletamento delle procedure legislative e contrattuali di confronto sindacale previste dalla contrattazione collettiva e può essere condizionato alla conclusione delle suddette procedure tramite accordo aziendale che individui una pluralità di strumenti in materia di processi che modificano le condizioni di lavoro del personale ovvero determinano la riduzione dei livelli occupazionali.

L’integrazione salariale deve essere concessa per il tempo necessario alla ripresa dell’attività produttiva interrotta. L’intervento è finalizzato a supportare sia situazioni di crisi aziendali contingenti e di breve durata, sia situazioni di crisi aziendali a lungo termine e legate a un ridimensionamento produttivo.

L’articolo 30, comma 1, d.lgs. 148/2015 identifica gli eventi che possono giustificare il ricorso all’assegno ordinario, con le causali previste dalla normativa in materia di integrazioni salariali ordinarie o straordinarie.

L’assegno ordinario può essere richiesto per:

  • situazioni aziendali dovute a eventi transitori e non imputabili all’impresa o ai dipendenti;
  • situazioni temporanee di mercato;
  • riorganizzazione aziendale;
  • crisi aziendale, a esclusione dei casi di cessazione dell’attività produttiva dell’azienda o di un ramo di essa;
  • contratto di solidarietà.

Quando fare domanda

A norma dell’articolo 30, comma 2 d.lgs. 148/2015 la domanda deve essere presentata non prima di 30 giorni e non oltre 15 giorni dall’inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa: nel primo caso la domanda dovrà essere ripresentata entro i 30 giorni, nel secondo caso ci sarà uno slittamento del termine di decorrenza della prestazione e la stessa non potrà aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione (lunedì della settimana precedente).

Come fare domanda

Il datore di lavoro deve presentare la domanda di accesso alle prestazioni ordinarie online all’INPS attraverso il servizio dedicato.

Successivamente verrà presa in esame dal Comitato amministratore del fondo che ha il compito di deliberare sulla concessione dei trattamenti, secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande e le relative disponibilità (circolare INPS 17 giugno 2015, n. 122 e circolare INPS 16 dicembre 2015, n. 201).

Il termine ordinario per l’emanazione dei provvedimenti è stabilito dalla legge n. 241/1990 in 30 giorni. In alcuni casi la legge può fissare termini diversi.

Nella tabella sono riportati i termini superiori ai trenta giorni, stabiliti dall’Istituto con Regolamento.

La tabella, oltre ai termini per l’emanazione del provvedimento, indica anche il relativo responsabile.

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