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In caso di recessione nel 2023, Dove Dovrei investire? #adessonews

In questo articolo alcuni consigli su dove investire in caso di recessione dell’economia

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Nel 2023 è prevista una recessione economica non solo in Italia ma anche in tutta Europa e negli Stati Uniti, cerchiamo di capire allora come proteggere i Nostri Risparmi.

Cos’è una recessione economica.

La recessione economica è quando il PIL di una nazione diminuisce. Ci sono vari motivi per cui una economia entra in recessione.

La recessione dell’economia italiana almeno per il 2023 dovrebbe essere meno grave di quella di altre nazioni europee o degli Stati Uniti, questo grazie al fatto che il Nostro PIL aveva una crescita tra le migliori tra le altre nazioni occidentali fino l’anno precedente.

C’è anche da dire che questa recessione potrebbe non essere così dura e grave. Gli analisti infatti su questo non sono tutti concordi, cioè sono d’accordo sul dire che ci sarà una recessione ma non tutti pensano che durerà molto o che sarà particolarmente significativa.

L’attuale congiuntura è dovuta infatti all’aumento dei prezzi delle materie prime ed alla relativa risposta del mercato, cioè una contrazione dei consumi, specialmente quelli più voluttuari.

Dove investire con la recessione e l’inflazione

Va anche detto che stavolta, alla recessione si aggiunge l’inflazione e questo complica non poco le cose per quei risparmiatori che vogliono proteggere i loro risparmi.

Una delle strategie più semplici per un investitore in caso di recessione è infatti quella di non investire, cioè vendere tutti gli investimenti e monetizzare, cioè lasciare sul conto corrente i soldi in suo possesso.

Questa però è una strategia perdente quando c’è l’inflazione. Con una inflazione del 10% annuo infatti, se non si investono i propri risparmi, questi dopo un anno avranno perso il 10% del loro valore reale.

Ecco allora che bisogna studiare qualcosa e in questo caso il sito Finanza Italia ci viene in aiuto suggerendoci dove investire oggi.

1. Buoni Fruttiferi Postali: una ottima soluzione in caso di inflazione

Bistrattati da tutti negli ultimi anni per i loro rendimenti vicino allo zero, i Buoni Postali sono stato uno dei caposaldo dell’investimento privato in Italia negli ultimi 70 anni in tempi in cui l’inflazione viaggiava anche al 20% all’anno.

Il Ministero del Tesoro ha finalmente alzato i rendimenti che ora partono da un più discreto 1% lordo annuo ad un interessante 3,8% loro annuo.

Gli enormi vantaggi che hanno i Buoni Postali sono che:

  1. Sono garantiti dallo Stato italiano.
  2. Non hanno spese di gestione, nessuna, nemmeno un euro all’anno.
  3. La tassazione è agevolata al 12,5%, in pratica la metà degli altri strumenti finanziari.
  4. Si possono vendere a costo zero e si possono acquistare a costo zero al taglio che più ci fa comodo a partire da 50 euro.

2. Conti Deposito Bancario

Qui vale lo stesso discorso per i Buoni Postali.

Anche i rendimenti dei Depositi Bancari in questi ultimi anni, con il costo del denaro vicino allo zero erano bassissimi. Per questo nessuno li consigliava più, però con l’arrivo della inflazione le banche hanno iniziato a offrire di più, sarà interesse del consumatore capire qual’è la banca che offre gli interessi più alti in un Deposito bancario.

Essendo strumenti gestiti da banche, anche questi sono garantiti ma non dallo Stato; ma dal sistema interbancario italiano e solo per depositi  fino 100 mila euro.

In altre parole: se la banca in cui avete il Vostro deposito dovesse malauguratamente fallire, se avete depositato una cifra inferiore ai 100 mila euro, la riprenderete comunque.

Qui invece dovrete pagare sia le spese di gestione che le spese di bollo di 30 euro all’anno per depositi superiori ai 5.000 euro all’anno.

3. Azioni: un investimento a rischio ma che può proteggere dall’inflazione

Se non si ha esperienza è meglio non avventurarsi in un investimento in azioni quando c’è sia la recessione che un periodo di inflazione, perché si tratta di prendere decisioni difficili.

C’è da dire però che ci sono azioni ed aziende che non si svalutano neppure quando c’è una recessione. Ecco i settori che di solito non risentono della recessione.

Settore sanitario / farmaceutico

le persone continueranno a curarsi nonostante la recessione, anche se dovranno tagliare delle spese, le spese per curarsi saranno le ultime ad essere diminuite.

Per questo azioni come Pfizer o Bayern, potranno continuare ad essere dei validi investimenti.

Catene di supermercati dove ci sono prezzi concorrenziali

Se c’è un settore che cresce quando gli altri sono in recessione, è quello delle grandi catene di supermercati dove le merci sono a buon prezzo e sempre scontati. Come Walmart. Questo accade perché le persone in tempo di recessione tagliano tutte le altre spese, meno quelle per mangiare anzi di solito fanno delle vere e proprie scorte alimentari in in casa.

Azioni di Aziende di Servizi

Aziende come ENEL o ENI, Saipem o le altre azioni di aziende italiane legate ai servizi e all’energia non dovrebbero subire grandi perdite dalla recessione e dovrebbero continuare a lavorare.

Aziende di innovazione Amministrativa

Con i recenti PNRR l’amministrazione italiana si è impegnata a prendere miliardi di euro in prestito che serviranno anche per l’innovazione della Pubblica Amministrazione ecco che azioni come quelle della Digital Value ( DGV ) potranno continuare a crescere, in quanto in prima linea in questo processo di digitalizzazione delle amministrazioni del paese.

Si ringrazia: Finanza Italia.

 

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